SEO internazionale: come posizionarsi su Google all’estero

di Luigi Boccia

La SEO internazionale è l’insieme di tecniche e strategie che consentono di posizionare un sito web in differenti paesi mediante l’ottimizzazione di alcuni elementi del codice HTML. L’obiettivo è quello di aumentare la visibilità del sito internet allo scopo di espandere le dimensioni di un business, intercettando utenti interessati o potenziali clienti.

 

seo internazionale

 

Il punto di partenza consiste nell’analisi dei dati del sito web, che ci consente di mettere in evidenza il traffico proveniente dalle diverse località e capire da quale o quali paesi provengono le visite più rilevanti. In questo senso Google Analytics e Google Search Console sono gli strumenti ideali sia per ottenere le informazioni relative alle visite sia per analizzare le query di ricerca, ovvero le parole chiave che gli utenti hanno utilizzato più frequentemente per visualizzare il sito internet. Altra attività fondamentale è quella di scoprire i mercati potenzialmente più importanti per il business che si sta trattando; a questo proposito alcuni tools, come SEM Rush, Google Trends e lo strumento di pianificazione delle keywords di Google Ads, ci permettono di monitorare il rendimento di determinate parole chiave in differenti località. I risultati di tali ricerche risultano fondamentali per realizzare un elenco di aree geografiche che si intendono raggiungere mediante un sito multilingua e ottimizzato in ottica SEO.

 

Google internazionale: come costruire un sito web multilingua?

 

Partiamo dal dominio. Ecco le tre alternative:

 

1)Creare sottodomini per ogni nuova località

In questo caso il sito in italiano potrebbe avere il seguente dominio: www.ilsito.com. Se si volessero aggiungere anche le sezioni in inglese, tedesco e spagnolo, mantenendo la struttura del .com, il risultato sarebbe questo: www.en.ilsito.com per la parte in inglese; www.de.ilsito.com per quella in tedesco; www.es.ilsito.com per quella in spagnolo. Tale modalità consente ai nuovi siti di usufruire dell’autorevolezza e del posizionamento accumulate dal .com.

 

2)Creare un ccTLD

Il formato ccTLD, ovvero Counrty Code Top Level Domain, permette di creare domini a due lettere, che rimandano al paese di interesse, per esempio .es (Spagna) o .fr (Francia). Riprendendo l’esempio precedente, il sito in italiano sarebbe www.ilsito.it, quello in inglese www.ilsito.en, quello in tedesco www.ilsito.de e quello in spagnolo www.ilsito.es.

 

3)Le sottodirectory

Quella delle sottodirectory è sicuramente il percorso più facile per organizzare un sito web multilingua, in quanto la memorizzazione avviene all’interno del medesimo hosting. In questo senso, la sezione in inglese di www.ilsito.it sarà www.ilsito.it/en, e così via per tutte le altre lingue.

 

Una volta definito il dominio, è bene concentrarsi sulla redazione di contenuti di qualità e SEO-oriented.

NB No a Google Translate!

 

A questo punto l’ultimo elemento da trattare è il linguaggio di markup, il quale – pur essendo spesso ignorato – è fondamentale per riferire al motore di ricerca in che lingua sono state scritte le pagine web di un sito e dove si trovino le stesse pagine in altre lingue. Come? Mediante l’inserimento del tag hreflang nell’homepage. Per agire invece sulle pagine specifiche esiste il meta tag language.

 

E la link building?

La SEO off-page internazionale segue gli stessi principi di quella nazionale; l’obiettivo rimane quello di ottenere link da portali autorevoli e in target.

 

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